FAVRE Joseph

(Vex (Svizzera) 17.2.1849 – Boulogne sur Seine (Francia) 17.2.1903)

Pubblicato nei volumi: L'Internazionale italiana fra libertari ed evoluzionisti.

Favre Joseph :: www.vex.ch
Nato nel 1849 a Vex, nel Cantone di Valais. Figlio illegittimo di Victor Leblanc, prete cattolico, e di Madeleine Quinodox (altre fonti lo vorrebbero invece figlio di un magistrato). Orfano sin da giovane ed in possesso di una istruzione solamente elementare, a quattordici anni viene inviato dal suo tutore a lavorare in un ristorante. Li inizia una carriera che lo porta in seguito ad essere uno degli chef più rinomati d’Europa. Dal 1866 al 1870 lavora in prestigiosi hotel di Ginevra, Londra, Wiesbaden, Amburgo e, a più riprese, a Parigi. Durante la guerra franco-prussiana si arruola nel corpo di spedizione di Garibaldi quindi, alla fine delle ostilità, ritorna in Svizzera. Assieme al suo lavoro prende a frequentare l’Università di Ginevra come uditore libero e, amico di Elisée Reclus, di Arthur Arnould, di Jules Guesde e di Gustave Courbet, inizia a partecipare all’attività politica degli ambienti libertari. Già segretario della sezione internazionale di Vevey e chef all’Hotel du Parc di Lugano, dove lavorava anche Giuseppe Nabruzzi, fratello di Lodovico, e il garibaldino ticinese Enrico Imperatori, nell’agosto del 1875 da vita a L’Agitatore. In novembre, insieme a Tito Zanardelli e Lodovico Nabruzzi, fonda e presiede la locale sezione internazionalista del Ceresio, che si distacca dalla Federazione giurassiana, di osservanza anarchica. Collaboratore nello stesso periodo del locale giornale radicale il Giovine Ticino, in dicembre si adopera anche all’uscita dell’Almanacco del proletario pel 1876. In una lettera aperta al meeting internazionalista di Losanna del marzo 1876, ispirata da Benoît Malon e scritta insieme a questi, critica la posizione astensionista e insurrezionalista di impronta bakuniniana. Nel febbraio del 1877 prende attivamente parte a Milano al ii Congresso della Faiail, intervenendovi più volte in favore della partecipazione alle elezioni parlamentari. E l’anno dopo fonda assieme a Malon e a César De Paepe la rivista Le Socialisme progressif. Già fondatore a Ginevra nel 1877 del giornale La science alimentaire, nel 1879 da vita all’ “Unione internazionale per il progresso dell’arte culinaria”, che arriva a contare ben ottanta sezioni nel mondo intero. Dopo aver soggiornato e lavorato in questi e negli anni seguenti nei più prestigiosi hotel di Losanna, Clarens, Friburgo, Lugano, Basilea, Kassel, Berlino e ancora Parigi, si ritira a Boulogne sur Seine. Qui, lasciata ormai la politica, si dedica alla stesura della sua monumentale opera in quattro volumi, Dictionnaire universal de cuisine et d’hygiène alimentaire, uscita poi a Parigi nel 1895.

Fonti: Centre International de Recherches sur l’Anarchisme, Lausanne (Svizzera); Fondazione Pellegrini-Canevascini, Bellinzona (Svizzera); Schweizerisches Sozialarchiv, Zürich (Svizzera); Binaghi Maurizio, Addio, Lugano bella. Gli esuli politici nella Svizzera italiana di fine Ottocento, Locarno, Armando Dadò Editore, 2002; Broggini Romano, Un gruppo internazionalista dissidente: la sezione del Ceresio, in Anarchismo e socialismo in Italia 1872-1892, Atti del Convegno di studi «Marxisti e “riministi”», Rimini 19-21 ottobre 1972 (acd) Faenza Liliano, Roma, Editori Riuniti, 1973; Freymond Jacques (acd), La première internationale, tome III, Le conflits au sein de l’Internationale 1872-1873, Genève, 1971; Guillaume James, L’Internazionale. Documenti e ricordi (1864-1878), Chieti, Centro Studi Libertari, 2004; Masini Pier Carlo (acd), Federazione Italiana dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori – Atti Ufficiali 1871-1880, Milano Edizioni Avanti! 1963; Masini Pier Carlo, Storia degli anarchici italiani da Bakunin a Malatesta (1862-1892), Milano, Rizzoli editrice, 1973; Zangheri Renato, Storia del socialismo Italiano, vol. I, Dalla Rivoluzione francese a Andrea Costa, Torino, Giulio Einaudi editore, 1993; Hotellerie, Lucerne, 7, 1977, Hommage à un grand oublié Joseph Favre, Chef de cuisine; Tages-Anzeiger, Zürich, 14.10.2006, Das Universalwörterbuch des Kochens; www.vex.ch.